Il fallimento del Digital Asset Market Clarity Act: una battuta d'arresto per le criptovalute e una vittoria per il settore del gaming
Il Senato USA ha respinto la legge che avrebbe creato un quadro normativo federale per le criptovalute, con ripercussioni significative per il settore del gaming e dei mercati delle previsioni.

Il Digital Asset Market Clarity Act, un atto legislativo che avrebbe stabilito per la prima volta un quadro normativo federale completo per le criptovalute negli Stati Uniti, ha subito una pesante battuta d'arresto questa settimana. La proposta, che era stata a lungo attesa dagli stakeholder del settore crypto, è stata respinta in un voto chiave al Senato degli Stati Uniti, dove non ha ottenuto i 60 voti necessari per procedere verso l'approvazione. Il risultato finale di 49-50 rappresenta non solo una sconfitta politica, ma anche un punto di svolta nelle complesse relazioni tra criptovalute, mercati delle previsioni e industria del gaming regolamentato.
Il contesto politico e le ragioni del fallimento
Il voto si è svolto in un clima particolarmente teso, con le elezioni di medio termine di novembre che influenzano ogni decisione legislativa. Secondo quanto emerso, le preoccupazioni etiche hanno giocato un ruolo cruciale nel rigetto del disegno di legge. I legislatori di entrambi gli schieramenti hanno ritenuto che le modifiche apportate al testo non fossero sufficienti a risolvere i dubbi relativi ai potenziali conflitti d'interesse, in particolare riguardo ai legami tra alti funzionari governativi e attività commerciali legate alle criptovalute.
Nonostante gli ultimi tentativi di compromesso da parte dei Repubblicani, che nella notte di domenica avevano accettato modifiche proposte dal presidente Trump per rafforzare le misure etiche, il sostegno bipartisan è mancato. Quattro senatori Repubblicani hanno addirittura rotto le fila per opporsi al disegno di legge, dimostrando quanto il tema sia diventato divisivo nell'attuale panorama politico americano.
Le reazioni e lo scontro tra i partiti
Le dichiarazioni successive al voto hanno messo in luce le profonde divisioni tra i due partiti. Il senatore democratico dell'Arizona Ruben Gallego ha lanciato un duro attacco ai colleghi repubblicani: "Questa legislazione è fallita perché i repubblicani si rifiutano di dire no al presidente. Invece di perdere tempo a cercare di accontentare il presidente Trump, avrebbero dovuto lavorare con i democratici per creare un disegno di legge con solide disposizioni etiche che potesse passare".
Dall'altra parte, la senatrice repubblicana del Wyoming Cynthia Lummis, principale negoziatrice per il suo partito, ha accusato i democratici di aver "giocato sporco" e di non essere mai stati realmente interessati a proteggere i consumatori, arrivando a definirli "anti-americani" in una dichiarazione particolarmente accesa.
Una vittoria per l'industria del gaming regolamentato
Il fallimento della legge rappresenta una significativa vittoria per le associazioni del gaming tradizionale, che da mesi si opponevano alla possibilità che i mercati delle previsioni legati alle criptovalute potessero espandersi senza controlli. Questi mercati, strettamente collegati al mondo crypto, rappresentano una potenziale minaccia per il settore delle scommesse sportive regolamentate.
Già il 16 giugno, una potente coalizione di gruppi di lobby - tra cui l'American Gaming Association, l'Indian Gaming Association, l'Association of Gaming Equipment Manufacturers e i sindacati UNITE HERE - aveva inviato una lettera congiunta al Senato chiedendo espressamente di escludere i contratti legati a scommesse sportive e casinò dal testo della legge. "Il Congresso non dovrebbe aspettare mentre questa espansione nazionale del gioco d'azzardo continua", si leggeva nella lettera, che chiedeva di ribadire il principio secondo cui le scommesse sportive non rientrano nella competenza della CFTC.
Le preoccupazioni per il futuro del settore
David Bean, presidente dell'IGA, ha commentato positivamente l'esito del voto: "Il Senato ha fatto la cosa giusta". Tuttavia, ha subito aggiunto un monito: "Non è la fine di questa battaglia". Bean ha spiegato che la legge avrebbe potuto espandere l'autorità della CFTC sulle materie prime senza fornire adeguate protezioni, ma che il rischio di nuovi tentativi legislativi rimane concreto.
Intanto, la mancanza di una regolamentazione federale chiara rischia di creare effetti collaterali negativi per il gaming legale. Come emerso durante una tavola rotonda alla conferenza ICE Barcelona 2025, l'impossibilità per gli operatori regolamentati di accettare criptovalute potrebbe spingere i giocatori verso piattaforme offshore non controllate, che invece le accettano senza restrizioni. Un paradosso normativo che rischia di danneggiare proprio quei soggetti che rispettano le regole.
I dati sul comportamento dei giocatori e le prospettive future
Un rapporto dettagliato pubblicato a giugno dal provider di pagamenti Paysafe ha rivelato dati significativi sulle abitudini degli scommettitori: il 64% degli scommettitori online utilizza criptovalute, una percentuale più che doppia rispetto alla media statunitense generale (30%). Particolarmente interessante è il fatto che, nonostante i prelievi in crypto siano attualmente vietati in tutti gli stati (con le sole eccezioni dei depositi in Wyoming e Colorado), l'85% degli intervistati ha dichiarato che li gradirebbe come opzione.
Secondo le proiezioni di Paysafe, se permesse, le criptovalute diventerebbero rapidamente una delle prime tre opzioni di pagamento per i depositi (dopo i portafogli digitali e le carte di debito), addirittura la seconda preferenza in stati chiave come New York e Illinois. Questi numeri dimostrano quanto sia ampio il divario tra le preferenze dei consumatori e l'attuale quadro normativo, una discrepanza che il settore dovrà affrontare nei prossimi anni.
Le conseguenze per la CFTC e il panorama normativo
Il fallimento della legge rappresenta anche una sconfitta per la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), l'agenzia federale che sotto la guida del presidente Michael Selig aveva spinto fortemente per una regolamentazione chiara delle criptovalute. Selig, attualmente l'unico commissario in carica in un'agenzia che normalmente ne conta cinque, aveva ripetutamente sottolineato l'importanza di un quadro normativo federale, definendo gli Stati Uniti sotto Trump come "la capitale mondiale delle cripto".
Con il blocco della legge, qualsiasi regolamento o linea guida emessa dalla CFTC o dalla SEC diventa più vulnerabile a sfide legali e capovolgimenti giudiziari. Un'incertezza normativa che potrebbe durare anni, data l'improbabilità che il Congresso torni sull'argomento prima delle elezioni e in un contesto politico così polarizzato.


